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Il potere delle immagini – quando il nome non determina il ricordo

03 Gen

Melbourne's CBD from Docklands at twilight

Image via Wikipedia

C’è la scena di un film che è rimasta impressa nella mia mente.

Non ricordo il titolo del film, né il regista e forse in fondo non ha importanza saperli. La bellezza di questo film è che è riuscito a stampare una sequenza di immagini nella mia mente e mi ha affascinato a tal punto da volerci dedicare un post.

Mi trovavo a Melbourne, insieme a mio marito che sfinito in seguito al tour a piedi della città, se ne stava sdraiato sul letto a cambiar canale.

Ci soffermiamo a guardare un film e ci incuriosisce la stramba storia di una coppia in cui la moglie decide di mollare marito e figlia per amore di un’altra donna! Arrabbiato e disgustato decide di fuggire dalla barca su cui si trovavano in gita e raggiunge a nuoto un’isola. Ironia del destino, sarà proprio un gay (per giunta travestito) a dargli il primo soccorso, offrendogli da mangiare e l’uso del telefono – è il gestore di un bar!

Ciò che ho trovato eccezionale, non è tanto la storia di per sé, ma il montaggio di una scena in particolare, che descriverò nel prossimo paragrafo.

Montaggio

Nessun effetto speciale se non quello di far coincidere i luoghi del film con spazi reali: il rettangolo del televisore. Il personaggio:

–     passa sul bordo piscina, che per i primi istanti coincide con la linea orizzontale del televisore, confondendo l’occhio dello spettatore;

–     successivamente si arrampica per il muro di casa: un’altra linea, stavolta verticale, che coincide con uno dei lati del televisore.. a questo punto lo spettatore

segue il gioco di geometrie e già si aspetta il prossimo passo ed invece viene sorpreso dal modo in cui viene ripreso il terzo e ultimo luogo

–     due braccia sbucano con forza dal nulla, poi spunta una testa, sembra che qualcuno stia letteralmente sfondando lo schermo, pian piano l’inquadratura si allarga e capiamo che l’uomo è entrato da una finestra!

Ecco cosa è successo nel film:

E’ notte, il protagonista sgattaiola dentro casa con l’intenzione di prendere le sue cose e mandare a fan tredici quanto resta della sua famiglia. Non vuole rivedere la moglie nemmeno per un attimo, motivo per cui decide di usare un’entrata secondaria: la finestra della camera della figlia.

Per poterla raggiungere gli tocca passare dal giardino, attraversare il bordo della piscina come un equilibrista allo sbaraglio, arrampicarsi per il muro di casa ed imbucarsi infine in una piccolissima finestra.

 

Come va a finire il resto della storia?

La sua figlioletta di 10 anni si sveglia e lo accoglie felice, lui la prega di far silenzio per non far svegliare la madre, ma subito la vocina della figlia lo interrompe e gli dice che tanto la mamma non dorme, anzi, non è proprio in casa, le ha detto che doveva partire per lavoro..

L’umorismo francese torna a farci sorridere.. In pratica lui poteva anche risparmiarsi tutte ste fatiche per entrare in casa.. a parte questa mia considerazione, lui si ritrova spiazzato da un’altra delle idee geniali di sua moglie. Questa scena termina con personaggi e pubblico sbalorditi!

E poi..

mi spiace, poi mi sono addormentata! Nessun titolo di coda, nessuna traccia del film, non saprò mai come si intitola o chi lo ha diretto.. a meno che qualcuno fra voi abbia riconosciuto questo film e voglia aiutarmi! Fatelo attraverso un commento, ve ne sarò grata, ed anche mio marito, visto che non mi sopporta più sentirmi parlare di continuo di questo film di cui non sappiamo nemmeno il nome!

Conoscete altri film con un montaggio di immagini simile? Mi piacerebbe molto vederne altri, aspetto con ansia i vostri suggerimenti! Grazie!

 
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Pubblicato da su gennaio 3, 2011 in Cinema, Film

 

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