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Analisi Squadra Antimafia – Il doppio gioco a teatro

26 Gen

La seconda serie di Squadra Antimafia – Palermo Oggi, andata in onda su Canale 5 lo scorso anno, per la regia di Beniamino Catena mi ha molto appassionato. Ho osservato scene, personaggi, location, e dettagli che sono stati per me, fonte di analisi.

Per tutti coloro a cui è piaciuta la precedente serie, per chi ha occasione di guardarla solo ora in seconda serata su Mediaset Extra, e per chi aspetta la terza serie, o semplicemente per chi come me, non si accontenta solo di “guardare” ma ama anche analizzare sotto un punto di vista critico un’opera audiovisiva, troverà spunti di riflessione interessanti in questi post dedicati a Squadra Antimafia 2.

L’analisi sarà intervallata da video contenenti scene del film.

Il doppio gioco a teatro

A volte non ce ne rendiamo conto, ma è il regista stesso che, durante la narrazione, ci anticipa scene successive o ci avvisa su particolari aspetti di alcuni personaggi. Vuole guidarci nel filo del racconto, ma in modo sottile senza doverci anticipare tutto e rovinarci la sorpresa.

Per quanto riguarda la serie tv Antimafia, il leitmotif di tutto il film è, secondo me, il doppiogioco. Ecco alcune scene in cui il regista interviene per rivelarci qualche segretuccio.

1. Scelta delle location: Il teatro

Prima quello dei pupi, sullo scenario di una Sicilia che conserva ancora la propria storia e le proprie tradizioni; poi quello definito dagli antropologi come non-luogo, il teatro all’interno di una nave, un abitacolo che galleggia come una verità che barcolla.

Nel teatro dei pupi avvengono gli incontri tra il capo della polizia, Claudia Mares, e l’agente dei servizi segreti, De Silva, uomo invischiato con la mafia fino al collo che si nasconde dietro la maschera di uno che va a caccia di truffatori.

Il teatro della nave è quello in cui siederanno tutti i pezzi grossi della mafia per ascoltare Lipari, il grande trafficante di droga venuto dall’America Latina per parlare d’affari con loro. Solo che Lipari, soprannominato il Santo, è troppo furbo per farsi prendere con le mani nel sacco della polizia. Ed allora manda un’altra persona al suo posto, proprio il ruolo della controfigura nei film. Il vero Lipari infatti non può proprio presiedere la riunione poichè si trova già in carcere. Sì, ma sotto le mentite spoglie di un pentito di mafia, che decide di collaborare con la giustizia in cambio della libertà vigilata.

2. Profilo dei personaggi:

Rosy Abate

Rosy, dipinta all’inizio della serie come una vittima dei guai della sua stessa famiglia, si rivelerà successivamente una delle principali direttrici delle manovre dei loschi traffici internazionali del clan degli Abate. Questa volta l’effetto sorpresa è stato smorzato dal regista stesso che ci ha voluto mettere allerta sul visetto dolce ed apparentemente indifeso di Rosy.

Rosy, dopo aver perso il marito, è anche lei in pericolo di vita e per questo le viene affidata una guardia del corpo,Emanuele. Sopraffatta dalle delusioni e dal dolore, Rosy pensa bene di consolarsi tra le braccia di questo giovane ragazzo.

Quello che dapprima sembra lo sbocciare di una storia dolce, ci sveglia come l’acqua fresca sul viso la mattina e si rivela solo un passatempo di una donnetta capricciosa. E’ con grande stupore infatti che al risveglio da una notte di passione, lei torna a dare ordini con aria del tutto indifferente. Cosa ci sta dicendo il regista? State attenti, Rosy è capace di questo.. e di peggio. Poche scene dopo l’ipotesi di un’altra doppio giochista (oltre a De Silva), ci viene confermata dall’arrivo di un personaggio: l’avvocato Cifalà .. E’ lui che controlla da lontano tutti i movimenti della polizia e comunicando segretamente con gli Abate. Entra in casa, lo accoglie Rosy, coperta solamente da una vestaglia di seta, scende lentamente le scale, raggiunge l’avvocato che si appresta a baciarle la mano. Lei, non lo degna di uno sguardo e si stringe al petto un rosario. Già.. dovrà pur confessare a qualcuno tutti i suoi peccati o è solo un simbolo del suo voto.. al male?

Ivan Di Meo

Eroe vittima del suo stesso gioco, è il personaggio che fino alla fine ci fa dubitare della sua innocenza. Il regista si diverte a farci sospettare di lui creando equivoci, strane coincidenze, e fornendoci poche prove per scagionarlo. Il povero poliziotto infiltrato nel clan degli Abate, finisce in “gatta buia” a causa dei suoi movimenti poco chiari che non convincono il sovrintendente nemmeno dopo il successo dell’operazione Lipari.

Già, forse perché gli esami rivelano che l’uomo che ha arrestato sulla nave, non è Lipari ma un sostituto. Che Di Meo avesse a che fare con tutta questa messa in scena?

Ma il vero finale strappalacrime ci viene servito da Rosy – l’antieroina con il muso sporco di sangue – quando spara una pallottola che trapassa il corpo di Ivan. Ma può l’eroe morire? Il film non può finire così! Allora chi è il vero eroe?

Claudia Mares

La vera protagonista, personaggio in assoluta antitesi con Rosy. (Vedremo le differenze tra questi due personaggi nei prossimi post.)

Claudia sembra aver fallito nel suo compito di protezione di quella che pensava fosse una vittima e che si rivelerà invece la sua più acerrima nemica, anche in amore. Si è vista ammazzare l’uomo che amava e per cui ha rischiato la vita davanti ai suoi occhi senza reagire. Si è lasciata colpire e sfuggire la colpevole mentre ce l’aveva quasi tra le mani. Giace per terra e tutti (o quasi) pensano che sia ormai morta, sconfitta. Mentre pian piano Rosy scompare, Claudia apre gli occhi e si rialza.

Quali sono state le vostre impressioni su queste scene? Avevate notato questi particolari? Ne avete notato altri? Secondo voi, chi è il protagonista di Antimafia?

Visita il sito ufficiale della serie Squadra Antimafia 2

Il canale YouTube di Squadra Antimafia

Galleria immagini Squadra Antimafia 2

 
1 Commento

Pubblicato da su gennaio 26, 2011 in Film, Video

 

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