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La Rivolta in Libia – cause, fatti, conseguenze

02 Mar

Muammar Gheddafi

Muammar Gheddafi

Questo post può esser utile per chi sta facendo delle ricerche, temi o semplicemente per chi vuole tenersi aggiornato su quanto accaduto in Libia dal 15 febbraio 2011.

Molti di voi si stanno ancora chiedendo cosa sta succedendo nelle vicine sponde del Mediterraneo: perchè la fuga dal nord Africa e l’arrivo in Italia di migliaia di immigrati? Quali sono i rapporti tra la Libia e l’Italia? Perchè la rivolta in Libia?

Non c’è da meravigliarsi che molte domande rimangano senza chiare risposte…

Alla tv non si possono captare che brevi ma iperbolici interventi che contribuiscono a fomentare il senso di paura e di confusione in coloro che hanno poco tempo – o sono troppo pigri – per ascoltare gli utili approfondimenti alla radio, leggere blog e news su internet o guardare i programmi in seconda serata sulla situazione delle rivolte in Libia, le azioni del colonnello Gheddafi e la posizione dell’Italia.

A causa di una scarsa informazione sugli eventi, si sta propagando una pericolosa xenofobia nei confronti di una popolazione in fuga dalla guerra civile. E gli abitanti di Lampedusa – luogo di sbarco degli immigrati – temono per la loro sicurezza.

Riassumere in un post l’attuale situazione libica non è facile, ma è doveroso per  far luce sugli attuali rapporti tra Italia e Libia.

Libia – da paese colonizzato a paese amico

L’Italia ha pubblicamente chiesto scusa alla Libia per i soprusi arrecati durante la colonizzazione iniziata dall’allora Primo Ministro italiano Giolitti nel 1911 e continuata da Mussolini durante il suo governo fascista. Quello che fu un “onore” per lo stato italiano, rappresenta oggi una delle cause di risentimento della Libia nei confronti dell’Italia.

Si è cercato di “chiudere definitivamente il doloroso “capitolo del passato”, per il quale l’Italia ha già espresso, nel Comunicato Congiunto del 1998, il proprio rammarico per le sofferenze arrecate al popolo libico a seguito della colonizzazione italiana” tramite un Trattato di Amicizia tra Italia e Libia. Il Trattato, stipulato nel 2008, sancisce la “non ingerenza negli affari interni” (art. 4), la “soluzione pacifica delle controversie” (art. 5) e una “collaborazione energetica” (art. 18) tra Italia e Libia.

Nonostante l’art. 6 del Trattato faccia riferimento al rispetto dei “principi della Carta delle Nazioni Unite e della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo”, l’Italia ha rimandato una presa di posizione nei confronti del Colonnello Gheddafi, il quale, il 23 febbraio 2011 ha infatti autorizzato prima l’esercito nazionale ed in seguito anche le sue milizie, a far fuoco sui rivoltosi nonchè sui civili. In poco tempo sono arrivati a 10’000 i morti e 50’000 i feriti. E’ chiaro che i propositi di Gheddafi sono di reprimere con la violenza la rivolta iniziata dal suo popolo il 15 febbraio 2011.

Gli italiani si ritenevano già indignati alla notizia di 500 ragazze reclutate – e pagate – da un’agenzia di hostess per assistere a “lezioni di spiritualità” del rais, in occasione della visita in Italia del colonnello Gheddafi (agosto 2010). Si rimane scioccati anche di fronte alla passività espressa dall’Italia nei confronti della situazione in Libia. Quello che gli italiani si aspettavano, sarebbe stato un tentativo di fermare il genocidio che sta avvenendo in Libia e di bloccare il flusso di immigrati che sta riempiendo l’isola di Lampedusa.

Questi atteggiamenti di apparente calma, sono probabilmente dovuti dal fatto che il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi teme per le ripercussioni derivanti dall’emergenza umanitaria e le conseguenze per la fornitura energetica.

La situazione precipita

Mentre Gheddafi alza la voce contro gli italiani – responsabili secondo lui di fornire armi ai rivoltosi – e afferma che lotterà fino alla morte, l’Onu vota all’unanimità la risoluzione secondo cui  Muammar Gheddafi viene sospeso dal consiglio delle Nazioni Unite. Il rais è accusato di “violazione dei diritti umani” e la sua posizione sarà esaminata dal Tribunale Criminale Internazionale.

Finalmente anche l’Italia interviene in modo più consistente ritirando il Trattato d’Amicizia. Inoltre continua ad accogliere le popolazioni in fuga dalla guerra civile a Lampedusa. Nelle ultime ore è stato anche effettuato l’espatrio dei cittadini italiani – e di altre nazioni – che non avevano potuto lasciare la Libia.

Le cause della rivolta in Libia

Le ragioni della rivolta in Libia sono un po’ diverse rispetto a quelle precedentemente scoppiate in Egitto ed in Tunisia.

Quello a cui si sono opposti i libici è il regime autoritario del Colonnello Gheddafi. La loro rivolta è stata quindi motivata da una voglia di democrazia, e più in generale, da una rivoluzione dell’attuale governo. Consapevole del pericolo ed in coerenza con la sua politica aggressiva, Gheddafi ha sin da subito bloccato l’accesso a internet, social network ed altri mezzi che potessero facilitare l’organizzazione della rivolta, oltre che attuare una spietata repressione contro i rivoltosi.

A cause della situazione di instabilità e di pericolo, è iniziata una fuga di massa da parte dei cittadini della Libia.

Ecco uno dei Video che riprendono la situazione in Libia:

Preoccupazioni e attesta

Sono molti gli italiani ignari delle reali cause che animano i rivoltosi e che tem0no per la propria incolumità a seguito della massiccia immigrazione in corso. Ci si chiede se l’economia italiana è veramente preparata ad accogliere la loro presenza e se sarà facile convivere con la cultura musulmana, molto diversa da quella cristiana.

Pochi si rendono conto che si tratta di popolazioni scampate alla guerra civile, sopravvissute al genocidio, stremate dalla violenza, disperate dalla paura. Non si scaglieranno certo contro il paese che li ha accolti e che potrebbe fornir loro un lavoro ed una nuova speranza di vita.

© Valentina Grassiccia,Comunicazione & Multimedia

AGGIORNAMENTI!

1) La rivolta in Libia ha avuto come conseguenza anche l’emigrazione dei civili verso Lampedusa. Leggi tutto qui.

2)Gheddafi è stato catturato morto. Leggi a proposito della morte di Gheddafi e del nuovo governo in Libia qui.

Approfondimenti

Per news e approfondimenti si consigliano le seguenti letture, che questo post come fonti:

TRATTATO DI AMICIZIA, PARTENARIATO E COOPERAZIONE TRA LA REPUBBLICA ITALIANA  E LA GRANDE GIAMARIRIA ARABA LIBICA POPOLARE SOCIALISTA

Fatti avvenuti in Libia dal 15 al 23 febbraio 2011: I Fatti – Libia

Onu sospende Libia da consiglio per i diritti umani

LIBIA: LA RUSSA, ”TRATTATO AMICIZIA CON ITALIA DI FATTO SOSPESO” – Berlusconi: ”Gheddafi ha perso il controllo”

Gheddafi sfida l’Onu: “Il popolo è con me” – A Bengasi nasce il governo di transizione

Gheddafi show a Roma con le hostess: «L’Islam religione di tutta Europa»

Si consigliano inoltre la visione di programmi in seconda serata, sia su Mediaset che sulla Rai, e l’ascolto di Radio Uno e Radio Tre per trasmissioni dedicate alla situazione in Libia.

Se queste informazioni vi sono state utili, condividetele!


 
31 commenti

Pubblicato da su marzo 2, 2011 in Comunicazione, Social Network

 

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31 risposte a “La Rivolta in Libia – cause, fatti, conseguenze

  1. MARCO

    marzo 5, 2011 at 5:29 pm

    OTTIMO POST DIREI!!!!!
    COMPLIMENTI!!

     
  2. C&M

    marzo 5, 2011 at 5:51 pm

    @Marco – ciao, grazie a te per esser passato di qui! Condividi il post con chi ha bisogno di delucidazioni su questo tema, è importante che ci si tenga informati sull’attuale situazione in Libia!

     
  3. Silvia

    marzo 9, 2011 at 5:55 pm

    Buone informazione anche se cadenti in alcuni punti! Mi è stato molto utile comunque! Grazie mille!🙂

     
    • C&M

      marzo 11, 2011 at 3:30 pm

      Ciao Silvia, in che senso “cadenti”? Vorresti fossero approfonditi alcuni punti? Non esitare a chiedere chiarimenti, forse potrei aiutarti🙂

       
  4. eee

    marzo 10, 2011 at 3:46 pm

    Ottimo.Questo mi è servito molto per la mia ricera.Grazie

     
  5. laura

    marzo 22, 2011 at 11:46 am

    ciao Valentina, grazie per la sintesi…
    il mio progetto di tesi si occupa del ruolo che gioca la comunicazione nel conflitto libico… come riesco a schiarimi le idee potrei intervistarti?
    Grazie

     
    • C&M

      marzo 22, 2011 at 12:14 pm

      Ciao,
      mi piacerebbe aiutarti.
      Se vuoi possiamo scambiarci i contatti skype.
      Ti contatterò privatamente tramite e-mail.
      A risentirci!

       
  6. chiara

    aprile 12, 2011 at 7:39 pm

    Molto utileeeee!!! non hai detto molto sulla immigrazione però!! cmq ha occupatro mezza pagina e già vabene, poi l’altra metà farò le mie considerazioni e basta….!!! ahahahah!!! vbb cmq brava/o!!

     
    • C&M

      aprile 14, 2011 at 5:08 pm

      Ciao Chiara, grazie per la tua opinione, è uno spunto in più per scrivere un post a cui sto pensando da tempo, proprio sull’ondata di immigrazione a Lampedusa. Stai facendo ricerche per un tema?

       
  7. The Small Axe

    aprile 25, 2011 at 7:51 am

    Complimenti, bell’articolo. Non trovo comunque la cultura musulmana così diversa da quella cristiana. Non credo, inoltre, che il trattato Italia Libia sia stato così utile, non almeno per gli scopi per i quali veniva propinato, visto che solo una piccola parte dell’immigrazione italiana arrivava via mare dalla Libia (la maggior parte degli immigrati arriva via terra passando dai balcani) e che il trattato era molto lacunoso sul tema diritti umani (vedi i famigerati campi di accoglienza libici e i numerosi morti nell’odissea attraverso il deserto libico). Spesso vedo una contrapposizione più netta tra sfruttati e sfruttatori, tra sud e nord del mondo.

     
    • C&M

      aprile 27, 2011 at 3:08 pm

      Le basi della cultura musulmana e della cultura cristiana hanno radici nella storia del paese, nella religione e nelle abitutini a gestire i rapporti umani. La diversità non è un limite ma viene vista con paura, alimentata dai media e dall’arrivo in massa di persone che comunque sono diverse dal tuo vicino di casa e con le quali non sai come rapportarti.

      Per quanto riguarda i trattati internazionali ci vorrebbe un’ampia raccolta di fonti e racconti che hanno formato l’Italia di oggi. Di certo l’immigrazione clandestina è un problema che ha sempre attanagliato l’Italia, solo che stavolta gli sbarchi si sono concentrati al sud a causa delli recenti fatti avvenuti in Libia.
      Questo blog non è di ispirazione puramente politica ma affronta fatti attuali piuttosto dal punto di vista sociale. Mi sono limitata a parlare di rapporti tra Libia e Italia perchè è una delle situazioni in cui pochi hanno veramente le idee chiare e per questo mi sentivo di dare il mio contributo visto che ho seguito la vicenda sin dall’inizio.
      La contrapposizione tra Nord e Sud del mondo purtroppo, esiste dai tempi dell’industrializzazione e della colonizzazione. Pur non esistendo più la colonizzazione dei territori a livello politico, si sente una forte presenza economica che lega il Nord al Sud del mondo in uno scambio di risorse spesso non equo.

      Ti ringrazio molto per averci illuminato con le tue idee e le tue informazioni. Trova a trovare C&M!🙂

       
  8. Freddy

    maggio 11, 2011 at 1:08 pm

    documentandomi di giorno in giorno dul web ho letto che un’ ulteriore motivazione alla rivolta è stato l’aumentare dei prezzi sugli alimentare: ma perchè gheddafi ha aumentato i prezzi? ricco com’è da addirittura avere abbastanza soldi da pagarsi dei mercenari non penso sia per una ragione finanziaria! allora perchè?

     
    • C&M

      giugno 13, 2011 at 10:42 am

      Qual è la ragione? Caro Freddy, una risposta potrebbe essere “dittatura”, il potere nelle mani di un colonnello intenzionato ad investire gli introiti derivanti dal lavoro del popolo in affari internazionali lucrativi. E’ la stessa ragione per cui è scoppiata la rivolta: il dissenso al volere del colonnello Gheddafi equivaleva a perdere i propri diritti e talvolta anche la vita… Questo è un mio punto di vista in base alle informazioni che ho raccolto sulla situazione in Libia. Spero di aver chiarito i tuoi dubbi.

       
  9. joy

    giugno 12, 2011 at 9:19 am

    mi sono state molto utili queste notizie!! anche perchè quest’anno ho gli esami di terza media e mi aspetto un argomento di attualità come tutti gli anni… speriamo bene !! ciao e ancora grazie

     
  10. Pamela

    giugno 14, 2011 at 12:55 pm

    anch’io quest’anno ho gli esami di terza media e mi è stato utile questo post per preparare il tema che penso mi uscirà domani! Mi servirà ad approfondire quello che già ho scritto sull’immigrazione in generale…🙂

     
    • C&M

      giugno 14, 2011 at 4:22 pm

      Sono proprio contenta che questo post abbia chiarito le idee a molti su tutta la questione libica. In bocca al lupo a tutti per i vostri temi!!! Mi piacerebbe sapere come è andata e ricevere un riassunto di ciò che avrete scritto sul tema🙂

       
  11. Matteo

    giugno 20, 2011 at 8:47 pm

    tra poco ho l’esame di maturità, e questo potrebbe essere uno dei possibili temi, ringrazio per quello che hai scritto😉.
    ti consiglio poi di aggiornare il tuo articolo sui recenti attacchi della NATO a obbiettivi strategici senza riuscire ancora a prendere il colonnello, il mio è un consiglio, non una critica di una mancanza🙂

     
    • C&M

      giugno 20, 2011 at 9:54 pm

      Ciao Matteo,
      ti ringrazio per il tuo intervento e per il tuo consiglio (sempre ben accetti!)
      La situazione si evelve continuamente con nuovi eventi, un nuovo sunto ci vorrebbe proprio!

       
  12. Arianna

    giugno 21, 2011 at 2:17 pm

    Questa pagina è chiarissima ed utilissima: grazie. E’ sempre piacevole trovare qualcuno che ha ancora interesse a divulgare notizie importanti censurate dai nostri media.
    Arianna🙂

     
  13. tannino

    luglio 31, 2011 at 8:02 pm

    mi è arrivata questa lista da un lettore, come rispondere?
    ——————————————————————–

    LA JAMAHIRIYA LIBICA

    ■ Elettricità domestica gratuita per tutti
    ■ Acqua domestica gratuita per tutti
    ■ Il prezzo della benzina è di 0,08 euro al litro
    ■ Il costo della vita in Libia è molto meno caro di quello dei paesi occidentali. Per esempio il costo di una mezza baguette di pane in Francia costa più o meno 0,40 euro, quando in Libia costa solo 0,11 euro. Se volessimo comprare 40 mezze baguette si avrebbe un risparmio di 11,60 euro.
    ■ Le banche libiche accordano prestiti senza interessi
    ■ I cittadini non hanno tasse da pagare e l’IVA non esiste.
    ■ Lo stato ha investito molto per creare nuovi posti di lavoro
    ■ La Libia non ha debito pubblico, quando la Francia aveva 223 miliardi di debito nel Gennaio 2011, che sarebbe il 6,7% del PIL. Questo debito per i paesi occidentali continua a crescere
    ■ Il prezzo delle vetture (Chevrolet, Toyota, Nissan, Mitsubishi, Peugeot, Renault…) è al prezzo di costo
    ■ Per ogni studente che vuole andare a studiare all’estero, il governo attribuisce una borsa di 1.627,11 euro al mese. ■ Tutti gli studenti diplomati ricevono lo stipendio medio della professione scelta se non riescono a trovare lavoro ■ Quando una coppia si sposa, lo Stato paga il primo appartamento o casa (150 metri quadrati)
    ■ Ogni famiglia libica, previa presentazione del libretto di famiglia, riceve un aiuto di 300 euro al mese
    ■ Esistono dei posti chiamati «Jamaiya», dove si vendono a metà prezzo i prodotti alimentari per tutte le famiglie numerose, previa presentazione del libretto di famiglia
    ■ Tutti i pensionati ricevono un aiuto di 200 euro al mese, oltre la pensione.
    ■ Per tutti gli impiegati pubblici in caso di mobilità necessaria attraverso la Libia, lo Stato fornisce una vettura e una casa a titolo gratuito. Dopo qualche tempo questi beni diventano di proprietà dell’impiegato.
    ■ Nel servizio pubblico, anche se la persona si assenta uno o due giorni, non vi è alcuna riduzione di stipendio e non è richiesto alcun certificato medico
    ■ Tutti i cittadini della Libia che non hanno una casa, possono iscriversi a una particolare organizzazione statale che gli attribuirà una casa senza alcuna spesa e senza credito. Il diritto alla casa è fondamentale in Libia. E una casa deve essere di chi la occupa.
    ■ Tutti i cittadini libici che vogliono fare dei lavori nella propria casa possono iscriversi a una particolare organizzazione, e questi lavori saranno effettuati gratuitamente da aziende scelte dallo Stato.
    ■ L’eguaglianza tra uomo e donna è un punto cardine per la Libia, le donne hanno accesso a importanti funzioni e posizioni di responsabilità.
    ■ Ogni cittadino o cittadina della Libia può essere partecipe della vita politica e della gestione degli affari pubblici, a livello locale, regionale e nazionale, in un sistema di DEMOCRAZIA DIRETTA (iniziando dal Congresso popolare di base, permanente, fino ad arrivare al Congresso generale del popolo, il grande Congresso nazionale che si riunisce una volta all’anno).

     
    • C&M

      agosto 31, 2011 at 8:39 pm

      beh, innanzitutto mi chiedo da dove provenga questa lista.. se da fonte autorevole o meno.. ti ringrazio cmq per aver partecipato.

       
  14. Helena

    agosto 25, 2011 at 9:00 am

    dobbiamo aiutare a risolvere i problemi nel mondo, con l’armi ma con dialogo.
    alcune paese nel mondo hanno paura que L’Africa sia autonomo nell’ecconomia.
    quante cose se stanno in Africa, que gli Africani possono stare bene?
    Nei seccoli scorsi abbiamo visto quanto è stata splorate Africa.
    nel nostro seccolo ancora eziste esplorazione ancora peggio del prima.
    Lasciate Africa in pace.
    L’africa è come altri continente, ha tente risorse.

     
  15. cristiano

    giugno 11, 2013 at 3:41 pm

    no.

     

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