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Il Cigno Nero – Recensione

23 Ago

il cigno neroIl Cigno Nero ha riscosso grande successo tra il pubblico e tra la giuria. Il primo attirato dalla curiosità di vedere una delle attrici più amate, Natalie Portman, nei panni di una ballerina ed il secondo piacevolmente colpito dalla sua interpretazione del Cigno Nero, tanto da assegnargli l’Oscar come Miglior Attrice nel 2011.

Per cominciare, guardiamo il Trailer de Il Cigno Nero..

In questi mesi estivi in cui per fortuna vengono organizzati cinema all’aperto è piacevole ritrovare i successi cinematografici dell’inverno, discuterne con gli amici e riempire le proprie giornate di contenuti significativi oltre che di rilassanti bagni al mare.

Nonostante ne avessi sentito molto parlare, ho visto per la prima volta Il Cigno Nero solo qualche giorno fa e mi sono sorpresa nel vedere affrontati due temi molto ricorrenti nella letteratura moderna: il tema del doppio e lo stereotipo della femme fatale contrapposta all’angelo del focolare. Oltre a questo, è importante cercare di capire cosa rappresenti Il Cigno Nero.

Femme Fatale VS Angel in the House

Il Cigno Nero - rapporto tra Nina e la madreNon che Natalie Portman interpretasse la brava mogliettina di casa intenta a far contento il marito con i suoi manicaretti e a stirargli le camicie una volta rientrato in casa, ma sarebbe probabilmente destinata a diventarlo se la sua vita fosse continuata tra le mura domestiche e la sua anima fosse rimasta incontaminata e pervasa dalle braccia protettive della madre che in età adulta la chiama ancora “bambina mia”.

Eppure in Nina, il personaggio interpretato da Natalie Portman in Il Cigno Nero, ho ritrovato dei tratti comuni con l’angelo del focolare (dall’inglese the angel in the house) che definisce lo stereotipo della donna nato tra la fine dell’Ottocento e l’inzio del Novecento e corrispondente ad una femminilità repressa dai doveri nei confronti del marito. La figura dell’angelo del focolare è in netta contrapposizione con un altro stereotipo: la femme fatale desiderosa di trovare affermazione sociale e che usa la seduzione per raggiungere tale scopo.

Fatta questa parentesi, azzarderei che Nina e Lily, i personaggi femminili principali de Il Cigno Nero facciano in qualche modo riferimento a tali stereotipi.

L’ossessione di Nina è “voglio solo essere perfetta”. Non le importa di essere intelligente o brillante, l’importante è non sbagliare mai ed essere lodata per la sua bravura. Nina è un personaggio fragile che ha bisogno di approvazione. Eppure, non sempre la perfezione “tecnica” serve..

ilcignonero_milakunisLily interpretata dall’affascinante attrice ucraina Mila Kunis, rappresenta la femminilità, la donna senza  inibizione alcuna, lasciata libera di vivere e di esprimersi a pieno. Con la sua bellezza e la passione che mette nella danza riesce a conquistare il maestro Leroy, che la sceglierà come possibile sostituta di Nina. E’ chiaro come i due personaggi siano in netta contrapposizione e da qui mi sorge spontaneo il paragone con l’angel in the house e la femme fatale.

 

 

Man mano sorge il sentimento di gelosia di Nina nei confronti di Lily: la vede come una rivale ed allo stesso tempo la invidia tanto da lasciarsi contaminare dalla sua femminilità.

ilcignonero_nina_leroyEd ecco che la storia del Cigno Nero che dovrebbe essere intrepretata nel balletto, prende forma nella realtà.

Mentre Leroy fa scuola di seduzione a Nina per tentare di far sprigionare il Cigno Nero che nasconde dentro, lei se ne innamora. Fiore mai colto viene attratta inesorabilmente da quell’uomo che ha osato baciarla e che si è spinto anche oltre.. Amara sarà la sorpresa di trovarlo (o immaginarlo) tra le braccia della sensuale Lily disposta a usare il corpo per arrivare in alto.

La trasformazione di Nina (Natalie Portman) in Cigno Nero

Sempre analizzando il personaggio di Nina, si può notare la compresenza di due personalità. Una tenera e controllata, l’altra oscura e aggressiva. Quest’aspetto è messo in evidenza in varie scene tra cui questa:

il-cigno-nero_natalieportmanA mio parere il regista ha applicato la metafora del Cigno Bianco e del Cigno Nero nella trasformazione psicologica della personalità di Nina in modo tale che lo si possa paragonare al passaggio dall’infanzia all’età adulta. Nina era chiaramente rimasta bloccata nel mondo delle “favole”. La madre che la consola ogni volta che è triste stringendola a se e chiamandola “bambina mia”, il suo abbigliamento caratterizzato da colori tenui come il bianco e il rosa, la sua camera tappezzata dal rosa delle farfalle.

Ecco la scena in cui finalmente emerge il tanto temuto lato oscuro finora represso o per meglio dire l’altro lato di Nina: scompare la bambina per cedere il posto alla giovane che ha fatto ingresso nel mondo adulto, meno candido del mondo dell’infanzia ma tappa obbligatoria della vita di ognuno:

Oltre che questa scena di danza, Nina affronta gradualmente il cambiamento. La vedremo trasgredire gli ordini della madre, suo principale punto di riferimento fino a quel momento, gettare con rabbia i peluche che possiede sin da piccola ancora esposti in camera, rompere il carion che le dava conforto con la sua dolce melodia.

Scenografia

Il Cigno Nero è un film ben curato nei minimi dettagli. Dalla recitazione al setting.

ilcignonero_casaleroyI colori che dominano la storia del Cigno Nero, il bianco e il nero, sono disseminati in ogni parte del film: dal copriletto bicolore del letto di Nina al foulard piumato che si nota sempre nella sua camera. Per non parlare dell’abbigliamento indossato dal corpo di danza durante le prove (bianco e nero) e la sala prove (bianca e nera).

Il Cigno Bianco si rivela in Nina anche nell’abbigliamento: a predominare sono i temi del bianco mentre Lily è quasi sempre vestita di nero. Anche la casa di Leroy (Vincent Cassel) che vediamo brevemente sfoggia il bianco e il nero.

A ricordare il tema del doppio, ci pensano gli specchi sistemati quasi in ogni setting: la casa di Nina, il vetro della Metropolitana, lo studio di Leroy e naturalmente la sala prove.

Vi lascio con questo videoclip realizzato da Michalina1001 in cui viene evidenziato tutto il percorso di Nina dall’inizio alla fine:

© Copyright Valentina Grassiccia, Comunicazione & Multimedia

 
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Pubblicato da su agosto 23, 2011 in Cinema, Film

 

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